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L’ecommerce frenato dell’Italia che non cresce

swanbarese | 20 Marzo 2008

“Se nel 2007 ancora meno di dieci utenti su cento hanno effettuato in un mese almeno un acquisto online, è utile interrogarsi sugli da semplice utente a e-payer. A lungo si è considerato il pagamento online il principale ostacolo alla finalizzazione dell’acquisto in elementi frenanti in termini di tasso di conversione Internet. Tuttavia la dimestichezza acquisita nel movimentare denaro online da una parte consistente dei navigatori (oltre 5 milioni ogni mese usano i servizi di internet banking per i titolari di conto) induce a valutare in modo più approfondito le dinamiche di creazione di fiducia online come elementi di criticità.”
[tratto da “E-commerce? Acquistare online conviene… ‘passaparola’!” di i-dome del19/03/2008


Ho voluto riportare questo articolo perché alcuni test che periodicamente facciamo sui siti Internet dei nostri clienti riguardano proprio il carrello e le procedure di registrazione necessarie per effettuare l’acquisto. Abbiamo rilevato che non si assiste ad un incremento delle conversioni esclusivamente per modifiche al carrello ma più per la creazione di una “rete rilevante di fiducia”, costruita attraverso blog, forum, siti di settore…e naturalmente il passaparola.

Se continuate a leggere l’articolo linkato sopra si fa il confronto tra modello IBS e modello aNobii, entrambi siti noti e destinati ad un target di lettori ma con filosofia estremamente diversa: IBS è uno store come potrebbe essere la classica Feltrinelli mentre aNobii è prima di tutto una comunità di lettori che si evolve molto velocemente grazie al passaparola.. e le vendite che vengono generate non sono indotte ma derivano da recensioni e segnalazioni degli utenti stessi.

Sono convinto che il futuro del web, ma non solo, sia user centric e che tutto debba partire da questo: maggiore apertura ai gruppi di utenti, maggiore sicurezza delle transazioni (e non mi si venga a dire che i protocolli sono sicurissimi quando poi molti siti di ecommerce archiviano i dati degli utenti e quindi anche se indirettamente si essi possono essere truffati), maggiore qualità e livello di servizio offerto: gli ecommerce nascono come funghi senza che chi li gestisce sia (spesso) minimamente formato per farlo.

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Tags: ecommerce, fiducia online, reputazione online, sicurezza

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Curiosità, Evoluzione, Informatica, News, Riflessioni, Società, Web Applications
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